Se ti abbraccio, non aver paura

"Se ti abbraccio, non aver paura" è il titolo di un meraviglioso racconto vero scritto da Fulvio Ervas, padre di Andrea, ragazzo autistico che crescendo abbracciava impulsivamente la gente che incontrava, conoscenti e sconosciuti, senza nessuna differenza, per esprimere le sue emozioni; simpatia, rispetto, stupore, meraviglia, tutto ciò che imprigionato dall'autismo non riusciva a esprimere a parole. I genitori hanno fatto stampare sulle sue magliette la scritta "Se ti abbraccio non aver paura" per dire alla gente che non doveva spaventarsi per quell'abbraccio inatteso, che il loro figlio non avrebbe fatto loro del male e che quegli abbracci sono il suo modo di comunicare. 

Drvena skupltura oca koji drzi dijete u narucju
Foto di Peter H da Pixabay

La comunicazione verbale, sebbene la più diffusa, non è certo l'unico modo per comunicare. La comunicazione non verbale, che include gesti, comportamenti, espressione facciale, tono di voce, modo di vestire e molti altri, è talvolta ancora più efficace della comunicazione verbale.

Čovjek zalijeva biljku lončanicu
Foto di cottonbro da Pexels

Se abbraccio qualcuno quando piange, gli offro conforto. Se accarezzo un cane, gli esprimo il mio affetto, e se annaffio una pianta, ne rifletto cura. Su questo siamo tutti d'accordo. Ci si pone ora la domanda: la nostra comunicazione non verbale sarà sempre compresa correttamente dall'altra parte? Siamo sicuri che la persona che piange non fraintende il nostro abbraccio? Siamo sicuri che il cane non ci morderà? E soprattutto, siamo sicuri che la pianta può sentire la nostra cura?

Numerosi studi scientifici confermano che le piante sentono l'ambiente in cui si trovano. Le piante, anche se non hanno occhi, vedono da quale direzione viene la luce e si sviluppano in quella direzione. Le piante non usano il pendolino, ma le loro radici crescono sempre verso le più profonde riserve di acqua nel terreno. Un esempio straordinario è il cappero, le cui radici perforano i muri di pietra e crescono verso il terreno umido formando radici lunghe anche 8 metri. (Fonte il libro Kapar, di Ratko Kovacevic)

Biljka kapar na zidu kuće i njen korjen
Sulla destra, la pianta del cappero cresce nel muro della casa, a sinistra la sua radice lunga 8 metri

Il biologo George David Haskell, nel suo libro Il canto degli alberi vede gli alberi come grandi connettori in natura dove tutti gli esseri viventi e gli ambienti sono intrecciati e interconnessi. Sebbene le azioni degli uomini stiano sempre piú recidendo le reti biologiche del pianeta, gli alberi, grandi connettori naturali, ci insegnano ad abitare in relazione con ciò che è la fonte, la sostanza e la profonda bellezza della vita stessa.
Questo significa che dovremmo preoccuparci adesso? Se poto un ulivo, gli farò del male? Se mangio un'oliva, piangerà? Certo che no!
Invece, essere consapevoli che gli alberi sono esseri viventi ci aiuta a trattarli con la cura e il rispetto che meritano.L'ulivo in particolare. Secondo Sofocle, "l'albero che nutre i figli", da tempo immemorabile non solo ci ha nutriti, ma ci ha anche curato e ci ha dato la luce. Prendersi cura di esso è come prendersi cura della madre che, silenziosa non ci chiede nulla, e dà tutto ciò che ha. Perciò, ulivo mio, se ti abbraccio, non aver paura.

Zagrljaj sa stablom masline

Iscriviti alla nostra Newsletter

Attualmente disponibile solo in lingua croata.

it_ITIT